Peste Catriona

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La peste Catriona, che prende il nome alla nave nilfgaardiana che l'ha portata nei Regni Settentrionali, è una malattia molto simile alla peste bubbonica. La sua apparizione nel Nord è il risultato di un paradosso temporale.

Nella Saga Witcher[modifica | modifica wikitesto]

Dei ratti portatori della peste Catriona in Gwent: The Witcher Card Game
Il luogo successivo fu uno dei più orribili che Ciri avesse visitato, si piazzava senz'altro tra i primi dieci, anzi, nel gruppetto di testa.
Era un porto, il canale di un porto, Ciri vedeva le barche e le galere attraccate alle banchine e ai pali, vedeva un bosco di alberi di navi, vedeva le vele, pesantemente flosce nell'aria immobile. Tutt'intorno si levava il fumo, sinuose volute di fumo maleodorante.
— pp. 325-326, La Signora del Lago


Durante la sua fuga dal mondo degli Aen Elle, Ciri viaggiò attraverso lo spazio e il tempo. Una delle sue "tappe" fu una città dell'Europa medievale, durante l'epidemia di peste del XIV secolo. Era una cittadina marittima (molto probabilmente Genova o un altro porto del Mediterraneo), caratterizzata da un gran numero di cadaveri sparsi per le strade e da edifici bruciati segnati da croci bianche.

Sotto un palo cui erano appese reti e funi sedeva un uomo con la camicia sbottonata e la testa reclinata sulla spalla. Alcuni passi più in là ne giaceva un altro. Non sembrava dormissero. Non sussultarono neppure quando gli zoccoli di Kelpie calpestarono le pietre lì accanto. Ciri chinò la testa passando sotto alcune corde da cui pendevano stracci che emanavano un acuto odore di sporcizia.
Sulla porta di uno dei tuguri c'era una croce dipinta a calce o con pittura bianca. Dal tetto una striscia di fumo nero si levava verso il cielo. Il bambino continuava a piangere, qualcuno gridava in lontananza, qualcuno più vicino tossiva e rantolava. Un cane ululava.
Ciri si sentì prudere un palmo. Lo guardò.
Aveva la mano disseminata di puntini neri che ricordavano il cumino dei prati. Ma erano pulci.
— pp. 326, La Signora del Lago


Spaventata, Ciri decise di fuggire verso un altro mondo, ma appena prima di scappare alcune pulci si annidarono sulla sua giacca. Arrivò in un'altra cittadina portuale, che comprese si trovava da qualche parte a Nilfgaard. Decise di andarsene anche da lì, ma appena prima di partire una delle pulci cadde dalla giacca e si annidò su un vecchio ratto, che salì su una nave chiamata "Catriona", che doveva partire per Cintra proprio quella sera.

Tuttavia non fece in tempo a tuffarsi nel nulla, che una pulce, l'ultima di quelle che l'avevano attaccata nella tappa precedente e che aveva resistito al viaggio nel tempo e nello spazio acquattata in una piega della giubba, spiccò un lungo salto da pulce sulla banchina del porto.
Quella sera stessa, la pulce si sistemò nel rado pelo di un ratto, un vecchio maschio, un veterano di molte battaglie tra ratti, come testimoniava un orecchio staccato quasi di netto. Quella sera stessa la pulce e il ratto s'imbarcarono. E già il mattino dopo salparono. A bordo di un brigantino vecchio, fatiscente e molto sporco.
Il brigantino si chiamava Catriona.
— pp. 328, La Signora del Lago


Più avanti della Saga si apprende di un vecchio gatto morente. Il felino, chiamato Rosso per il colore del suo pelo, qualche giorno addietro aveva catturato l'unico ratto sbarcato dalla Catriona quando essa aveva attraccato al porto di Cintra. Era un ratto così malconcio che Rosso, sebbene affamato, si era trattenuto dal mangiare. Tuttavia, alcune delle pulci che dimoravano sul roditore erano saltate su di lui, annidandosi nel suo pelo e mordendolo.

La scena si conclude con la padrona della casa dove viveva Rosso che, dopo essersi sbarazzata del gatto ormai morente, si accorge di essere stata morsa da una pulce.

La donna che lo aveva cacciato dal cortile a calci e a colpi di scopa si fermò, si sollevò la gonna e si grattò il polpaccio sotto al ginocchio. Le prudeva.
Era stata morsa da una pulce.
— pp. 518-519, La Signora del Lago


Nel videogioco The Witcher[modifica | modifica wikitesto]

L'Ospedale S. Lebioda nel Quartiere del Tempio di Vizima è un ricovero per le vittime della peste Catriona, ed è il luogo dove Shani trascorre la maggior parte del suo tempo tentando di curarle, sia nel Capitolo II che nel Capitolo III. Probabilmente lavora nell'ospedale anche nel Capitolo IV, ma Geralt non è più a Vizima per potersene accertare.

Secondo una vecchia incontrata nelle campagne di Vizima, quando la peste arriva i primi che muoiono sono cani e gatti, poi i topi e infine gli uomini. A quanto pare la mancanza di cibo ha portato alcune persone ad atti cannibalistici, che non hanno fatto altro che peggiorare la situazione ed attirare ghoul.

Dal diario[modifica | modifica wikitesto]

Glossario Catriona

"Una malattia che si diffuse rapidamente tra i paesi del nord dopo la guerra contro Nilfgaard. Quelli che ne soffrono muoiono di una morte terribile - con convulsioni sempre più forti, vomitano sangue e muco e hanno diarrea con sangue. Dopo una nott o poco più muiono in agonia."

In The Witcher 3: Wild Hunt[modifica | modifica wikitesto]

La peste Catriona imperversa nelle campagne del Nord devastato dalla guerra, durante l'invasione delle legioni di Nilfgaard.

Nel Velen, sulla torre al centro dell'Isola Fyke, il mago Alexander faceva esperimenti sulla peste cercandone una cura, prima che dei contadini assaltassero la torre uccidendone gli abitanti.

Attenzione: Spoiler!: Dettagli significativi della trama a seguire.

A causa del massacro, il luogo è stretto da una pericolosa maledizione, che Geralt riesce a spezzare sotto richiesta di Keira Metz. Gli appunti di Alexander finiscono in mano a quest'ultima che, nel caso sia convinta a dirigersi a Kaer Morhen, scoprirà una cura per la Catriona svariati anni dopo.

Dettagli significativi della trama finiscono qui.