Encyclopaedia Maxima Mundi

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Encyclopaedia Maxima Mundi

L' Encyclopaedia Maxima Mundi, di Effenberg e Talbot, è un'opera in più volumi che descrive dettagliatamente molti personaggi famosi e conosciuti, e gli avvenimenti storici del continente e del mondo in generale. Estratti di questo libro vengono spesso usati come introduzione per i racconti e le storie delle opere di Sapkowski. Solitamente è considerato come una specie di propaganda nilfgaardiana e le informazioni in esso sono estremamente selettive, spesso non soggette a rigore scientifico. Questi frammenti contengono le seguenti voci:

Estratti[modifica | modifica wikitesto]

Evertsen Peter 1234, confidente dell’imperatore Emhyr Deithwen e uno dei veri artefici della potenza dell’impero. Intendente generale dell’esercito al tempo delle Guerre Settentrionali (v.), dal 1290 gran tesoriere della corona. Nell’ultimo periodo del regno di Emhyr, fu elevato alla dignità di coadiutore dell’impero. Accusato ingiustamente di abuso di potere sotto il regno dell’imperatore Morvran Voorhis e condannato all’impiccagione, (1301 nel castello di Winneburg). Riabilitato dopo la morte dall’imperatore Jan Calveit nel 1328.
Effenberg e Talbot
Encyclopaedia Maxima Mundi, tomo V
Itlina, propriamente Ithlinne Aegli figlia di Aevenien, leggendaria guaritrice, astrologa e indovina elfica, famosa per le predizioni, le divinazioni e le profezie, la più celebre delle quali è Aen Ithlinnespeath, la profezia d’Itlina. Più volte trascritta e pubblicata in molteplici forme, in vari periodi la Profezia ha goduto di grande popolarità e i commenti, le chiavi di lettura e le interpretazioni a essa legati adattavano il testo agli avvenimenti correnti, rafforzando la convinzione della grande chiaroveggenza di I. In particolare, si crede che I. abbia profetizzato le Guerre Settentrionali (1239-1268), le Grandi Pesti (1268, 1272 e 1294), la sanguinosa Guerra dei Due Unicorni (1309-1318) e l’invasione degli Haak (1350). I. avrebbe predetto anche i mutamenti climatici riscontrati a partire dalla fine del XIII sec. (’il Freddo Bianco’), che le credenze superstiziose hanno sempre considerato l’inizio della fine del mondo e legato al preannunciato avvento della Distruttrice (v.). Questo passo della profezia d’I. diede impulso alle infami cacce alle maghe (1272-1276), causando la morte di numerose donne e fanciulle sfortunate, ritenute l’incarnazione della Distruttrice. Oggi I. è considerata da molti studiosi una figura leggendaria, e le ’profezie’ un apocrifo inventato di sana pianta in epoca moderna nonché una furba frode letteraria.»
Effenberg e Talbot
Encyclopaedia Maxima Mundi, tomo X
Mandragora, o traviadonna, genere di piante della famiglia delle solanacee comprendenti piante erbacee acauli con radici a fittone e foglie a rosetta, nelle quali è possibile scorgere una certa somiglianza con la figura umana. La m. autumnalis od officinalis, coltivata su piccola scala a Vicovaro, Rowan e Ymlac, cresce di rado allo stato selvaggio. Le bacche verdi, poi gialle, si mangiano con aceto e pepe, le foglie vengono utilizzate crude. Un tempo la radice di m., oggi apprezzata in medicina e in farmacia, svolgeva un importante ruolo all’interno delle superstizioni, soprattutto presso i popoli del Nord. Se ne intagliavano piccole figure umane (imaguncula runica, alruni), conservate nelle case come preziosi talismani capaci di proteggere dalle malattie, di portare fortuna nei processi e di assicurare alle donne fecondità e parti facili. Erano rivestite di abiti che venivano cambiati a ogni luna nuova. Delle radici di m. si faceva commercio e il loro prezzo poteva arrivare a sessanta fiorini. Stesso utilizzo avevano le radici di brionia (v.). Secondo la superstizione, la radice di m. veniva usata per fare incantesimi e preparare filtri magici, nonché veleni; tale credenza tornò in auge all’epoca della caccia alle streghe. L’accusa di utilizzo criminoso della m. fu mossa tra l’altro nel processo a Lukrezia Vigo (v.). Anche la leggendaria Filippa Alhard (v.) dovette utilizzare la m. come veleno.
Effenberg e Talbot
Encyclopaedia Maxima Mundi, tomo I
Stryxy,o strighi presso i Nordling (v.), casta segreta ed elitaria di sacerdoti-guerrieri, verosimilmente frazione dei druidi (v.). Dotati, nell’immaginazione popolare, di poteri magici, nonché di facoltà sovrumane, gli s. dovevano combattere contro spiriti malvagi, mostri e ogni genere di forze oscure. In realtà, essendo maestri nel maneggiare le armi, gli s. venivano utilizzati nelle guerre tribali che avevano luogo tra i regni del Nord. Durante il combattimento, gli s. cadevano in una sorta di trance, che si ritiene provocata da autoipnosi o da sostanze stupefacenti, e lottavano con un’energia cieca, essendo del tutto insensibili al dolore e perfino alle ferite gravi, il che rafforzava le fantasie sui loro poteri sovrannaturali. La teoria secondo cui gli s. sarebbero il risultato di mutazioni o di operazioni d’ingegneria genetica non ha trovato conferma. Gli s. sono gli eroi di numerose leggende dei Nordling (cfr. F. Delannoy, Miti e leggende dei popoli del Nord).
Effenberg e Talbot
Encyclopaedia Maxima Mundi, vol. XV