Essi Daven

Da Witcher Wiki.
Essi Daven di JustAnoR.


Essi Daven detta anche "Occhietto" è una giovane fanciulla bardo e trovatore, rivale e amica di lunga data di Ranuncolo. Il bardo la considera come una sorella minore, chiamandola affettuosamente "Bambolina".

Compare nel racconto Un Piccolo Sacrificio, dove viene descritta come una ragazza magra, con capelli ricci biondo scuro, un modesto abito azzurro e due sfavillanti occhi blu. Uno di questi occhi era costantemente coperto da un ricciolo dorato che le ricadeva dalla fronte e che Essi spostava di continuo con le mani o soffiandoci sopra, mettendo in mostra anche l'altro meraviglioso occhio. Per questo motivo era soprannominata "Occhietto".

Le sue ballate sono raccolte in La Perla Azzurra; alcune di queste erano così commoventi che Ciri leggendole pianse.

Pianse nel leggere le ballate garbate e misteriose di Essi Daven, raccolte in un volumetto deliziosamente rilegato dal titolo La perla azzurra.


Quattro anni dopo gli avvenimenti di Un Piccolo Sacrificio, Essi incontra la morte a Wyzima durante una epidemia di vaiolo. Ranuncolo raccoglie il suo corpo da una pila di altri cadaveri bruciati e le dà una degna sepoltura in un luogo di pace, seppellendola con il suo liuto e una perla azzurra regalatale da Geralt di Rivia. Al termine del racconto, il narratore svela la vera storia di una delle ballate di Ranuncolo.

La ballata raccontava di uno strigo e di una poetessa. Di come lo strigo e la poetessa si fossero incontrati sulla riva del mare, tra i gridi dei gabbiani, e di come si fossero innamorati al primo sguardo. Di come fosse bello e forte il loro amore. Di come nulla, neppure la morte, fosse in grado di distruggere quell'amore e di dividerli.

Ranuncolo sapeva che pochi avrebbero creduto alla storia raccontata dalla ballata, ma non se ne preoccupava. Sapeva che non si scrive una ballata perché la gente ci creda, ma perché ne ricavi emozioni.

Alcuni anni più tardi, Ranuncolo avrebbe potuto cambiare il contenuto della ballata, scrivere che cosa accadde veramente. Non lo avrebbe fatto. La storia vera infatti non avrebbe emozionato nessuno. Chi avrebbe voluto sentire che lo strigo e Occhietto si erano separati e non si sarebbero incontrati mai più, neanche una volta? Che quattro anni dopo Occhietto sarebbe morta di vaiolo durante un'epidemia a Wyzima? Che lui, Ranuncolo, l'avrebbe presa tra le braccia e trasportata tra cumuli di cadaveri bruciati, per poi sotterrarla lontano dalla città, nel bosco, sola e tranquilla, e con lei - su sua richiesta - avrebbe sepolto due cose: il liuto e la perla azzurra? La perla da cui non si separava mai.

No, Ranuncolo avrebbe mantenuto la prima versione della ballata. Che comunque non avrebbe cantato mai. Mai. A nessuno.

— pp. 291-292, "Un Piccolo Sacrificio", incluso ne La Spada del Destino


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