Gaunter O'Dim

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Gaunter O'Dim
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Gaunter O'Dim
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Dettagli
Pseudonimi
Spoiler!
  Uomo di Vetro
Signore degli Specchi
Mercante di specchi
Il Diavolo
"L'incarnazione del Male"
Razza
Umano (?)
Sesso
Maschio
Occhi
Marroni
Capelli
Calvo
Mestiere
Mercante
Luogo
Taverna di Bianco Frutteto
Svariati luoghi in Hearts of Stone
Famiglia
Compare in

Gaunter O'Dim, conosciuto anche come Uomo di Vetro o Signore degli Specchi, è un misterioso individuo incontrato nella taverna di Bianco Frutteto durante il Prologo. Un tempo un mercante di specchi, è ora un vagabondo. Come è facile supporre tuttavia, è un individuo molto più potente di quanto possa sembrare, in grado di stringere patti con gli uomini e di esaudire i loro desideri.

In The Witcher 3: Wild Hunt[modifica | modifica wikitesto]

Durante la missione "Lillà e uva spina", Geralt incontra Gaunter O'Dim nella taverna di Bianco Frutteto. Spiega di conoscere sia il witcher che Yennefer grazie alle ballate di mastro Dandelion, e gli consiglia di chiedere della maga alla guarnigione nilfgaardiana. Dopo essersi congedato svanisce nel nulla.

Durante l'Epilogo ambientato a Bianco Frutteto, in una delle missioni secondarie, uno dei cinque nani dell'Isola delle Nebbie menziona O'Dim chiamandolo "Signor Specchio o qualcosa del genere", il destinatario del calice che hanno rubato a Lord Dagborg.

Missioni associate[modifica | modifica wikitesto]

Nell'espansione Hearts of Stone[modifica | modifica wikitesto]

Gaunter O'Dim è uno dei personaggi principali che appaiono nell'espansione Hearts of Stone. È colui che assolda Geralt per completare un misterioso contratto che coinvolge il bandito Olgierd von Everec.

Attenzione: Spoiler!: Dettagli significativi della trama a seguire.
O'Dim sconfitto dimostra di conoscere lingue di altri mondi[1]

La vera identità di Gaunter O'Dim rimane un mistero per la maggior parte della durata dell'espansione, con Geralt che diventa sempre più sospettoso nei confronti di questo "uomo", che apparentemente detiene un potere quasi divino, con la sua capacità di rubare anime, esaudire desideri e controllare il tempo. O'Dim si rifiuta di rivelare il proprio nome a Geralt, avvisandolo che coloro che lo hanno appreso hanno incontrato una fine terribile.

Il witcher, con l'aiuto di Shani, viene a conoscenza del Professor Shakeslock a Oxenfurt. Quest'uomo, obbligato a vivere come un eremita nella propria casa, rivela che l'Uomo di Vetro è in realtà l'incarnazione stessa del Male, un'entità la cui presenza può essere tracciata indietro di millenni in varie culture. Appariva per immischiarsi negli affari degli uomini, per prendere anime e causare sventura.

Geralt può scoprire una scappatoia nel patto che ha stretto con O'Dim e scommettere con lui la propria anima e quella di Olgierd. Se ha successo, il patto viene sciolto e O'Dim bandito. D'altro canto, se Geralt non interviene l'Uomo di Vetro prende con se l'anima di Olgierd e se ne va con il teschio della sua vittima, soddisfatto.

Dal diario[modifica | modifica wikitesto]

Geralt è riuscito a fuggire da molte situazioni pericolose, a volte solo con le sue forze, a volte con l'aiuto di qualcun altro. Una delle mani più strane che siano state mai tese verso di lui è sicuramente quella del Signore degli Specchi. Il witcher era su una nave di Ofier, prigioniero e in attesa di un appuntamento con la forca, quando il Signore degli Specchi apparve all'improvviso. Ricordò al witcher del loro primo incontro, quando lo aiutò a trovare Yennefer a Bianco Frutteto. Gli offrì il suo aiuto anche in quella situazione, ma a un prezzo. In cambio della sua libertà, Geralt avrebbe dovuto incontrarlo a un certo crocevia. Quando il witcher acconsentì, comparve uno strano segno sul suo volto. Proprio come se il Signore degli Specchi lo avesse marchiato per indicare che avevano stretto un patto. In seguito, fu chiaro che era successo proprio questo.
Gaunter O'Dimm spiegò che lui e Olgierd von Everec avevano stretto uno strano patto. L'accordo stabiliva che O'Dimm avrebbe esaudito tre desideri di von Everec, ma che non avrebbe potuto portarli a termine lui stesso, e che avrebbe dovuto servirsi di un tramite. E chi avrebbe potuto fornire un'assistenza migliore di un witcher? Dato che questa era una delle condizioni poste da O'Dimm, Geralt non aveva altra scelta se non acconsentire.

Il Signore degli Specchi apparì nuovamente, all'improvviso e dal nulla, come al solito, quando Olgierd dichiarò i suoi primi due desideri. Il Signore degli Specchi svelò a Geralt un metodo per far divertire il fratello di Olgierd come non mai, anche se la sua vita si era già conclusa anni prima. Fornì a Geralt una fiala di sangue von Everec e gli spiegò un metodo per evocare il fantasma di Vlodimir. Come O'Dimm fosse riuscito a recuperare una fiala di sangue dei von Everec rmase un mistero, ma la figura del Signore degli Specchi avrebbe risvegliato ben altri interrogativi.
Il Signore degli Specchi apparve al matrimonio a cui parteciparono Shani e Geralt, quest'ultimo posseduto dal fantasma di Vlodimir in modo da consentire al fratello di Olgierd un'ultima notte di follie terrene. Allo scoccare della mezzanotte, Vlodimir non dimostrò nessuna intenzione di rinunciare ai piaceri che poteva provare grazie al corpo del witcher. Il Signore degli Specchi intervenne per mettere una fine immediata e crudele alla permanenza di Vlod tra i viventi. In seguito, Geralt mi raccontò che le grida di angoscia del fantasma di Vlod tormentarono i suoi sogni per molti mesi..

Missioni associate[modifica | modifica wikitesto]

Dettagli significativi della trama finiscono qui.

Nell'espansione Blood and Wine[modifica | modifica wikitesto]

Gaunter O'Dim viene solo nominato nell'ultima espansione di The Witcher 3, durante la missione "Una gabbia di matti".

Attenzione: Spoiler!: Dettagli significativi della trama a seguire.

Se Geralt riesce a spezzare la maledizione del wight maculato, il mostro si rivela una donna, Marlene de Trastamara. Ella, durante il viaggio verso la tenuta di Corvo Bianco, spiega al witcher che una notte, un vagabondo che vendeva specchi si presentò alla sua soglia. Aveva con sé solamente una ciotola e un cucchiaio. La donna si rifiutò di offrirgli ospitalità, dicendo che avrebbe preferito dare gli avanzi della cena ai propri cani che a lui, così il vagabondo spezzò il proprio cucchiaio e la maledisse.

Sebbene durante l'espansione il Signore degli Specchi non venga mai nominato, ci sono alcuni indizi che portano a pensare che sia stato proprio lui a maledire Marlene.

  • Innanzitutto il vagabondo era un mercante di specchi, come annotato nella lettera malconcia.
  • Il vagabondo, per lanciare la maledizione ha spezzato un cucchiaio. Durante Hearts of Stone, Gaunter O'Dim è solito farlo (ad esempio quando stringe un patto con Geralt o quando si incontra con lui a L'Alchimia).
  • La colonna sonora che si sente quando il witcher torna a Corvo Bianco e racconta la storia della donna a Barnabas-Basil Foulty è la stessa che si può sentire ogni volta che Gaunter O'Dim fa la sua comparsa.

Missioni associate[modifica | modifica wikitesto]

Dettagli significativi della trama finiscono qui.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  • Walter o'Dim, personaggio dei romanzi di Stephen King, potrebbe essere stato fonte di ispirazione per la creazione di Gaunter O'Dim.
  • Il patto con Olgierd è un riferimento a Mr Twardowski, una storia tratta dal folklore polacco.
  • Gaunter O'Dim è l'acronimo di GOD, "Dio" in inglese. Curioso, considerando la sua natura malvagia.
  • O'Dim è un chiaro riferimento al demonio, che tenta i mortali con i suoi patti. La dimensione in cui Geralt viene trasportato se decide di combattere per la sua anima e quella di Olgierd inoltre ricorda per molti versi l'inferno.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. In ordine:
    Lingua creola delle Antille: Ouw se on coq é coq lá sé rwa an lé pil firmié ay., significa Sei un gallo, e un gallo è re solo in cima alla pila del proprio sterco.
    Lingua georgiana: Shen ggonia momige, ara sts’debi. (შენ გგონია მომიგე, არა სცდები), significa Pensi di aver vinto. No, ti sbagli.
    Lingua osseta: Man amaran nai. Asauznan fala fashtama azdahznan. (Мӕн амарӕн нӕй. Ацӕудзынӕн, фӕлӕ фӕстӕмӕ аздӕхдзынӕн), significa Non posso morire. Tornerò.