Gli Aen Seidhe e gli Aen Elle

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Gli Aen Seidhe e gli Aen Elle
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Libri
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Dal diario[modifica | modifica wikitesto]

Oggi per molti di noi la parola "elfo" è sinonimo di povero, bandito o vagabondo. "Elfa" è anche un modo per indicare le prostitute o le donne di scarsa moralità. L'aggettivo "elfico" è usato invece per indicare oggetti danneggiati, inutilmente complessi o inutili. Del resto, le statistiche dicono che un terzo degli elfi residenti in Redania è stato in prigione e ben due terzi sono stati multati almeno una volta. Inoltre la vita media elfica, sebbene ancora pari al triplo di quella umana, si accorcia di anno in anno.

Detto questo, è facile dimenticare che gli elfi, o Aen Seidhe come si chiamano nella loro lingua, erano un tempo una razza fiera che regnava sulle terre che si estendono dalle rive del grande mare a est fino alle Montagne del Drago a nord e a Mahakam a sud. Testimonianze del loro glorioso passato sono le rovine delle città che si trovano in tutto il mondo conosciuto (cfr. "Monumenta Elforum" di Istredd di Aedd Gynvael).
Molti dei maghi più celebri della storia, così come degli artisti e dei poeti, appartennero a questa razza. A loro dobbiamo rendere grazie per molti degli odierni oggetti d'uso quotidiano, dalle viti ai cosmetici.
Gli elfi che oggi si aggirano tra noi hanno ormai dimenticato la loro stessa storia e cultura e ciò che li accomuna è soltanto l'odio di cui sono vittima da parte dei
dh'oine, ossia degli uomini. Gli elfi di Dol Blathanna, burattini nelle mani Nilfgaard, e degli altopiani selvaggi delle Montagne Blu hanno preservato parte del loro antico sapere, ma anche questo patrimonio sembra destinato a scomparire insieme a loro. Del resto la loro fine è decretata dalla biologia stessa, dal momento che la razza elfica, per quanto longeva, è assai meno fertile di quella umana. Pertanto mentre la popolazione degli Aen Seidhe continua ad assottigliarsi, la crescita della razza umana ha raggiunto proporzioni allarmanti.
Alcuni elfi credono che tale tendenza possa essere invertita e pensano di poter arginare l'oppressione degli uomini. Per questo guardano ai loro cugini, gli Aen Elle o popolo Alder. Si dice che gli Aen Elle abbiano colonizzato un altro mondo se non un'altra dimensione durante la mitica Età della Migrazione alla ricerca di un luogo sicuro per la loro stirpe. Si tratta però di leggende, di fiabe che i membri di una razza destinata all'estinzione si raccontano a vicenda per trovare un po' di conforto.