Golyat

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Golyat
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Dettagli
Classe
Orchi
Boss
Apparizioni
Mulino a vento di Dulcinea
Punti deboli
Unguento anti-orchi
Quen
Tattiche
Colpisce le proprie vittime con la sua enorme mazza ricavata dalla macina di un mulino
Creazione/Alchimia
Mutagene rosso maggiore
2x Dente di mostro
Altri tesori
Trofeo di Golyat
439 corone
3 fiorini
Vecchia pelle di pecora
Dalia

Golyat è un gigante che il witcher Geralt di Rivia, assieme al barone Palmerin de Launfal, a Milton de Peyrac-Peyran e ad un giovane cavaliere errante di nome Guillaume de Launfal affronta al suo arrivo a Toussaint. Il mostro a una forza tale da riuscire a scagliare un cavallo con una mano sola. Utilizza la macina del mulino a vento distrutto a mo' di mazza.

Dal diario[modifica | modifica wikitesto]

Stando alla leggenda, Golyat era un cavaliere, ma venne meno ai suoi voti e per questo fu punito dalla Signora del Lago. Trasformato in un gigante, fuggì sulle montagne, dalle quali scendeva nelle terre abitate una sola volta l'anno, per nutrirsi. Non sappiamo quanto di tutto questo sia vero, ma di certo era un gigante pericoloso, che sbranava pecore e pastori senza fare distinzione. Faceva così paura che spesso le madri minacciavano di chiamarlo quando i figli facevano i capricci.
Ritenuto una bestia priva di raziocinio, Golyat in realtà era in grado di usare attrezzi semplici e trasformava qualsiasi oggetto in un'arma letale. Combattendo contro Geralt, impugnò una macina per sferrare colpi devastanti. Per sua fortuna, il witcher aveva già affrontato altri giganti e liquidò Golyat piuttosto in fretta, anche grazie all'aiuto di tre cavalieri, Peyrac Peyran, Palmerin de Launfal e Guillaume de Launfal.

Missioni associate[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Al servizio del vecchio duca c'erano molti cavalieri intrepidi, ma il più rispettato era senza alcun dubbio Louis Alberni. Sul suo stemma brillava, su un campo rosso, una stella dorata con cinque punte, ognuna delle quali simboleggiava una virtù cavalleresca.

Tuttavia fama e gloria finirono con il dargli alla testa, e dopo alcuni anni Alberni si convinse di essere il più perfetto dei cavalieri. Sentiva di essere l'incarnazione di ogni virtù ed era certo che persino la Signora del Lago si sarebbe resa conto che nessun altro cavaliere era alla sua altezza. Decise allora di recarsi da lei, affinché la Signora rendesse omaggio alla sua perfezione.

Quando però Alberni si trovò davanti alla dimora della Signora, si accorse che tanto il suo corpo quanto il suo equipaggiamento stavano cambiando. Stava diventando sempre più grosso e pesante, al punto che il suo cavallo non era più in grado di reggere il suo peso. La sua spada diventò di legno, poi si trasformò in un bastone e a quel punto anche l'armatura si dissolse come cenere al vento. Non restava che l'elmo, che infine si trasmutò in una gabbia di legno.

Alberni, in piedi sulla riva del lago, cercò di parlare, ma dalla sua gola uscì solo un orribile grido. Si specchiò allora sull'acqua, e si rese conto di essere diventato un gigante. In quel momento emerse la Signora del Lago, che gli disse: "Da tempo hai abbandonato la via della virtù. Di tutti i tuoi peccati, il peggiore è l'orgoglio. Per questo la tua spada è diventata un bastone, hai perso l'armatura e il tuo corpo ha assunto fattezze mostruose. Da oggi in poi ti chiamerai Golyat. Vai al Monte Gorgone e là potrai vivere al riparo della vista degli uomini, accompagnato dal perenne ricordo della gloria perduta finché la morte non ti libererà dal tormento."

Note[modifica | modifica wikitesto]

  • L'incontro con Golyat è un chiaro riferimento al Don Chisciotte di Miguel de Cervantes, con un cavaliere che carica un mulino a vento.

Galleria[modifica | modifica wikitesto]