Hen Gedymdeith

Da Witcher Wiki.

Hen Gedymdeith, originariamente conosciuto come Gerhart di Aelle, era il più anziano mago vivente prima del colpo di Thanedd.

I presenti si scostarono, inchinandosi con rispetto alle personalità che facevano il loro ingresso nella sala. Per primo veniva un uomo non più giovane ma vigoroso, con un abito di lana molto modesto. Al suo fianco incedeva una donna alta, dai lineamenti marcati e dai capelli scuri e lisci.

«Quello è Gerhart di Aelle, noto come Hen Gedymdeith, il più anziano tra i maghi viventi», spiegò a bassa voce Yennefer. «La donna al suo fianco è Tissaia de Vries. È solo di poco più giovane di Hen, ma non lesina in elisir.»


Membro della Confraternita dei Maghi, fu anche autore del libro Elfi e Umani.

«Lungo il corso superiore del fiume vedemmo le loro città, dalle forme così delicate, quasi fossero state intessute nella nebbia mattutina dalla quale emergevano. Ci sembrava che a momenti sarebbero scomparse, spazzate via dal vento che increspava la superficie delle acque. C'erano piccoli palazzi, bianchi come i fiori del nenufaro. C'erano torrette che sembravano fatte di edera intrecciata, e ponti leggeri come salici piangenti. E c'erano altre cose per le quali non trovavamo nomi né definizioni. Eppure avevamo già nomi e definizioni per tutto ciò che i nostri occhi vedevano in quel mondo nuovo, rinato. All'improvviso, nei lontani recessi della memoria, avevamo trovato i nomi per draghi e grifoni, sirene e ninfe, silfidi e driadi. Per gli unicorni bianchi che all'imbrunire si abbeveravano al fiume chinando la testa snella verso l'acqua. Davamo un nome a tutto. E tutto diveniva vicino, familiare, nostro. Tranne loro. Loro, sebbene tanto simili a noi, erano estranei, tanto che a lungo non riuscimmo a trovare un nome per la loro estraneità.»

Hen Gedymdeith, Elfi e umani


In realtà, egli era il figlio di due dei primi coloni umani del Continente, il che fa capire che avesse quasi 500 anni al momento del colpo di stato avvenuto a Thanedd. Egli purtroppo non sopravvisse al golpe, poiché il suo cuore non resse, nonostante tutti gli sforzi di Marti Södergren per rianimarlo.

Qui vediamo Geoffrey Monck che risale il Pontar, allora chiamato ancora Aevon y Pont ar Gwennelen, il Fiume dei Ponti di Alabastro. Monck ha navigato fino a Loc Muinne per indurre gli elfi del luogo ad accogliere la Fonte, un gruppo di bambini che dovevano essere educati dai maghi elfici. Forse t’interesserà sapere che tra i bambini ce n’era uno che poi ha preso il nome di Gerhart di Aelle. L’hai conosciuto poco fa. Ora quel bambino si chiama Hen Gedymdeith.»