Il male minore

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"Il male minore" è un racconto incluso in Il Guardiano degli Innocenti. Narra la storia di come andò che Geralt di Rivia divenne conosciuto come il Carnefice di Blaviken.

Lo strigo si alzò. «Il male è male, Stregobor. Minore, maggiore, medio, è sempre lo stesso, le proporzioni sono convenzionali, i limiti cancellati. Non sono un santo eremita, non ho fatto solo del bene in vita mia. Ma, se devo scegliere tra un male e un altro, preferisco non scegliere affatto.»


Sommario[modifica | modifica wikitesto]

Attenzione: Spoiler!: Significativi dettagli della trama a seguire.

Sul far della sera, Geralt giunge sul suo cavallo a Blaviken. Si tira dietro con una corda un mulo sulla cui sella ha caricato la carcassa di una kikimore, avvolto in una coperta. Sta cercando una ricompensa per l'uccisione della bestia che infestava le paludi, nei dintorni di Blaviken, recandosi da Caldemeyn, il sindaco del villaggio. Ma Caldemeyn, una vecchia conoscenza dello strigo, non ha soldi del pagarlo per via della fiera del villaggio che sta preparando. Non sa che farsene del cadavere della kikimore che quindi suggerisce di gettare nel letamaio coi i maiali. Nasodipietra, una guardia cittadina, propone di consegnare il mostro al mago protettore del luogo, Mastro Irion, che sembra essere interessato ad ogni genere di bestia strana. Geralt è abbastanza scettico, poiché non conosce alcun elisir che si possa ricavare dalla carcassa di una kikimore. Ma è incuriosito dalla presenza di questo mago al villaggio e decide di fare un tentativo. I tre quindi si recano alla torre del mago.

Mastro Irion non è affatto interessato alla kikimore, ma quando si accorge della presenza di Geralt in città lo fa subito entrare nella sua dimora. Entrando nella torre, Geralt sobbalza per la sorpresa; invece delle solite pareti di pietra, trova una meravigliosa illusione creata dal mago, un giardino rigoglioso, con un frutteto; un arcobaleno che attraversa il cielo al di sopra degli alberi e una casetta circondata da cespugli di fioriti e malva. Una bella ragazza nuda girovaga sorridente nel giardino portando un cesto di mele. Geralt riconosce il mago Stregobor, che già aveva conosciuto alla corte di Re Idi di Kovir, un incontro non molto piacevole per i due. Il mago spiega che si è trasferito a Blaviken, impossessandosi della torre ormai abbandonata di un vecchio mago, Irion, ormai morto, di cui aveva preso anche il nome. Si occupa del villaggio adesso, risolvendo alcuni piccoli problemi degli abitanti.

Stregobor chiede l'aiuto di Geralt come strigo, dicendo che un mostro lo perseguita e che vuole ucciderlo. Il mago confessa che si tratta in effetti di una giovane donna, nata sotto il Sole Nero. Gli racconta la storia della ragazza, di come l'ha conosciuta e provato a catturarla per vivisezionarla, secondo gli usi di coloro che tentano di sconfiggere il male profetizzato nella maledizione. Geralt immediatamente si rifiuta ritenendo che Stregobor si sia meritato l'ira e la persecuzione della fanciulla e che in fondo, la storia della Maledizione del Sole Nero è semplicemente assurda. Stregobor lo supplica di aiutarlo e di uccidere la ragazza. Insiste dicendo ucciderla infondo, sarebbe "il male minore". Ma Geralt afferma che non esistono "misure" tra i mali: esiste solo il male e per questo motivo, non ha alcuna intenzione di aiutarlo.

Più tardi, Caldemeyn e Geralt si recano alla locanda La Corte d'Oro. Centurione, il locandiere, conferma che una banda di stranieri è appena giunta al villaggio: sette uomini e una donna, vestiti di nero e con borchie d'argento, secondo la moda di Novigrad. Poco dopo, Geralt incontra gli uomini della banda, in una saletta privata della locanda. Per poco non si sfiora la rissa, se non fosse per l'intervento di Renfri, che interrompe immediatamente l'impeto dei suoi ceffi. Geralt propone a Renfri e alla sua banda di lasciare la città in modo pacifico e senza creare fastidi agli abitanti e gli mostra un lasciapassare, firmato da re Aoden, che le permette di girare libera e impunita nella regione. Renfri ha anche una proposta per lo strigo.

Quella notte, quando Geralt si ritira nella sua stanza ospite nella casa di Caldemeyn, incontra Renfri di nuovo che è entrata di nascosto dalla finestra. La giovane gli narra la storia della sua vita, comparando Strebobor al kikimore che Geralt ha appena ucciso e portato in città e dicendo che il mago è il peggiore dei mostri. Offre a Geralt lo stesso accordo che gli ha offerto il vecchio mago: scegliere il male minore, ovvero uccidere il mago per suo conto e ricevere la ricompensa, oppure assistere al massacro che con la sua banda ha intenzione di fare. Geralt si rifiuta, non ucciderà Stregobor né per metterà a Renfri di fare macello degli abitanti di Blaviken e le suggerisce di nuovo di andarsene pacificamente. Se abbandonerà i suoi propositi di vendetta, dimostrerà a Stregobor che non è il mostro che è stato dipinto e che la storia della maledizione è errata. Renfri però non è della stessa opinione, poiché troppe sono le vicende orribili che ha vissuto per colpa delle persecuzioni del mago e della matrigna Aridea. Tuttavia, fa credere a Geralt di aver accettato la sua proposta a lasciare il villaggio. Alla fine della conversazione Geralt e Renfri dormono insieme.

L'indomani è il giorno della fiera del paese. Al mattino, durante la colazione con Caldemeyn e la sua famiglia, il sindaco menziona casualmente il "caso di Tridam", che attira l'attenzione di Geralt perché anche Renfri l'aveva menzionato durante il loro incontro. Caldemeyn racconta infatti di un massacro di pellegrini ostaggi di una banda di briganti, che voleva costringere il barone di Tridam a liberare alcuni prigionieri loro compari (tra cui c'era anche il mezzelfo Civril, della banda di Renfri). A quel punto, Geralt comprende che gli abitanti di Blaviken sono in grave pericolo e che Renfri gli ha mandato un avvertimento parlandogli di come ha intenzione di ucciderli. Lo strigo chiede a Caldemeyn di arrestare la banda, ma il sindaco si rifiuta perché Renfri è protetta dal suo lasciapassare, firmato da re Aoden, il quale non è famoso per la sua misericordia. Geralt insiste dicendogli che sarebbe bene che anche lui scegliesse "il male minore".

Geralt si reca subito alla piazza principale, dove i cittadini stanno allestendo il mercato. La piazza è circondata da mura e se i ceffi di Renfri metteranno in atto il loro piano, i paesani non avranno scampo. Mentre l'Averla si trova alla torre per convincere Stregobor a uscire, Geralt affronta la banda. Riesce a metterli fuori combattimento con le sue abilità e i sette banditi cadono stecchiti tra le bancarelle del mercato e gli sguardi attoniti degli abitanti di Blaviken. In quel momento, giunge anche Renfri. I due si affrontano in duello e infine anche l'Averla cade per mano di Geralt.

Quando tutto è finito, Stregobor raggiunge lo strigo alla piazza del mercato. Ora che l'Averla è finalmente morta, il mago vuole impadronirsi del suo corpo per compiere l'autopsia e provare che era davvero maledetta, ma Geralt glielo impedisce, sguainando la spada. Stregobor allora si ritira, seccato, annunciando che lascerà per sempre Blaviken e farà ritorno a Kovir e tenta di convincere Geralt a fare lo stesso, prima che avvenga il peggio: i cittadini che hanno assistito allo scontro non sanno nulla di quella storia e credono che Geralt abbia compiuto un massacro ingiustificato. Non avranno pietà per lui. Ma Geralt non risponde al mago e Stregobor lo lascia al suo destino. Riprendendosi dallo shock, i cittadini di Blaviken iniziano a lanciare sassi contro lo strigo, proprio come il mago aveva previsto. Geralt si protegge con il segno Quen, quando infine giunge Caldemeyn a fermarli. Dice a Geralt di abbandonare il villaggio per sempre e di non farvi ritorno mai più.

Significativi dettagli della trama finiscono qui.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Abrad (solo menzionato)
  • Aridea (solo menzionato)
  • Re Audoen (solo menzionato)
  • Bernika di Talgar (solo menzionata)
  • Caldemeyn
  • Guardia Cittadina
    • Borg (solo menzionato)
    • Nasodipietra
    • Karelka (solo menzionata)
  • Centurione, locandiere
  • Eltibald (solo menzionato)
  • Fialka (solo menzionata)
  • Fredefalk (solo menzionato)
  • Geralt
  • Idi (solo menzionato)
  • Irion (solo menzionato)
  • Libusze, moglie di Caldemeyn
  • Marilka, figlia di Caldemeyn
  • Renfri
  • Banda di Renfri
    • Civril
    • Quindici
    • Nimir
    • Nohorn
    • Tavik
    • Vyr
  • Stregobor
  • Silvena (solo menzionata)
  • Zavist (solo menzionato)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Il racconto si accosta a molte fiabe classiche, tra cui "Biancaneve e i Sette Nani" e "La Bella Addormentata nel Bosco".

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

La graphic novel Mniejsze zło

Il racconto è stato adattato in un fumetto intitolato "Mniejsze zło", scritto da Maciej Parowski, con i disegni di Bogusław Polch. Mentre il racconto originale non vede la partecipazione di Ranuncolo, il personaggio compare nel fumetto e incontra Geralt per la prima volta.

The Hexer film e serie TV[modifica | modifica wikitesto]

Il racconto è stato adattato come parte degli episodi 10 e 11 di The Hexer serie TV, dal titolo Mniejsze zło, e "Jaskier" (Dandelion).

Nel videogioco The Witcher[modifica | modifica wikitesto]

In The Witcher computer game ci sono vari riferimenti alla storia del racconto:

Nel modulo premium Il prezzo della neutralità[modifica | modifica wikitesto]

Nel modulo premium "Il Prezzo della Neutralità", appaiono molte somiglianza con questo racconto:

  • Una nobile fanciulla nata sotto la maledizione del Sole Nero e un mago che la insegue
  • Un mago dalle capacità illusionistiche, con un partner di sesso opposto
  • Una lettera di salvacondotto dal re con un errore di scrittura

La storia inoltre cita molte volte la maledizione del Sole Nero e le ragazze nate sotto il suo segno. La discussione che Geralt ha con Sabrina Glevissig è più o meno una ripetizione di quella che ha con Stregobor, anche se si fa riferimento a Deidre, piuttosto che a Renfri. C'è anche un libro, nel modulo, dal titolo La maledizione del Sole Nero.