Scuola dell'Orso

Da Witcher Wiki.
Scuola dell'Orso
Bear School medallion.png
Il medaglione della Scuola dell'Orso
Informazioni
Tipo
Scuola dei witcher
Preceduto da
Ordine dei Witcher
Status
Ancora esistente (si suppone)
Quartier generale
Haern Caduch
Luogo
Amell
Aree d'influenza
Continente
Skellige
Compare in

La Scuola dell'Orso era una delle cinque scuole di witcher conosciute. La sua sede era la fortezza di Haern Caduch tra gli Amell.[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

La Scuola dell'Orso era una delle fazioni nate a partire dall'ordine creato da Alzur e Cosimo Malaspina nel X secolo. Si stabilirono tra i Monti Amell e ebbero contatti con i nani e gli gnomi di questa regione.[1] All'apice del loro potere, i membri della Scuola dell'Orso viaggiavano spesso verso Skellige, sia per l'abbondanza di mostri in quelle terre che per la similarità tra il loro spirito e quello degli abitanti.[2]

La Scuola smise di funzionare dopo che fallì in un contratto che prevedeva la distruzione di una cabala di vampiri. La frustrazione delle popolazioni in quelle province devastate dalla guerra si trasformò in rivolte. Nonostante la loro fortezza sia probabilmente ormai in rovina, sepolta dal tempo e dagli elementi, alcuni credono che la Fortezza dell'Orso sia ancora in piedi, e che alcuni dei witcher siano tornati ad occuparla, poiché il loro lavoro è ancora necessario.[1]

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

I witcher della Scuola dell'Orso, contrariamente a quella del Lupo, erano solitari e non forgiavano legami duraturi tra di loro. Gli incontri sulla Via potevano persino portare a spargimenti di sangue.[2]

Erano soliti utilizzare armature pesanti, preferendo una difesa solida all'agilità. Assieme alla Scuola del Gatto erano l'unica altra scuola di witcher ad usare le balestre.[3]

Membri conosciuti[modifica | modifica sorgente]

Altre scuole dei witcher[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

Come la Scuola della Vipera e della Manticora, la Scuola dell'Orso è stata creata appositamente per i videogiochi. Viene menzionata in The Witcher 3: Wild Hunt, Gwent: The Witcher Card Game e Thronebreaker: The Witcher Tales.

Fonti[modifica | modifica sorgente]