Sihill

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Nella Serie Witcher, Zoltan dà a Geralt una spada che chiama Sihill, forgiata nelle pregiate fonderie di Mahakam, sotto il monte Carbon. Zoltan e lo gnomo Percival Schuttenbach intrattengono con Geralt una interessante conversazione su questa spada, specificando come le migliori spade possano essere lavorate e forgiate a Mahakam. Una spada con un nome simile, G'valchir, si ottiene come ricompensa per la missione "Non farà male", in The Witcher. Questa spada è descritta come spada runica di Mahakam - sihil, anche se non è detto che sia la stessa Sihill dei libri.

Il nano sfilò senza indugio l’arma dalle pelli di gatto e la estrasse dal fodero di lacca.

La spada misurava all'incirca quaranta pollici e pesava non più di trentacinque once. La lama, ricoperta per buona parte di misteriosi segni runici, aveva un colore azzurro ed era affilata come un rasoio, tanto che con un po’ di pratica si sarebbe potuto usarla per radersi. Il manico di dodici pollici, avvolto in strisce incrociate di pelle di lucertola, aveva un puntale di ottone cilindrico al posto del pomo, l’elsa era molto piccola e di fattura raffinata. (...)

«Voi strighi saprete anche maneggiare le spade, ma non siete certo voi a fabbricarle. Certe spade si forgiano solo da noi, a Mahakam, sotto il monte Carbon.»

«I nani fondono l’acciaio e forgiano lame damaschinate», aggiunse Percival. «Ma siamo noi, gli gnomi, a occuparci di levigatura e affilatura. Nelle nostre officine. Secondo la nostra tecnica, la tecnica degli gnomi, così come una volta fabbricavamo le nostre gwyhyr, le migliori spade del mondo.»

(...) «L’acciaio contenente magnetite, strigo, l’acciaio duro, di qualità, è straordinariamente difficile da affilare. Perché? Ma perché è duro! Se non si possiede una tecnica adeguata, come noi un tempo e voi a tutt'oggi, e si vuole avere una spada affilata, si applica sui margini dell’anima indurita della lama del metallo morbido, più facile da lavorare. Appunto con questo metodo semplificato è fabbricata la tua spada proveniente da Brokilon. Per le lame moderne si usa il procedimento inverso: anima morbida, lama dura. È una lavorazione impegnativa che, come ho già detto, richiede una tecnica avanzata. Però alla fine si ottiene una lama con cui poter tagliare in due un fazzoletto di batista lanciato in aria.»

«Il tuo sihill è capace di tanto?»

«No», rispose il nano con un sorriso. «Esemplari così affilati si contano sulle dita di una mano e raramente qualcuno di essi è uscito da Mahakam. Ma ti garantisco che la corazza di quel granchio coriaceo non avrebbe opposto nessuna resistenza al sihill. L’avresti tagliato a pezzi e non ti saresti neanche stancato.»

— pp. 129-132, Il Battesimo del Fuoco