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Yennefer

Da Witcher Wiki.
Yennefer di Vengerberg
Yennefer-render-TW3-new.png
Yennefer in "The Witcher 3"
Dettagli
Pseudonimi
Yen
Yenna
Jenny[1]
Nascita
1173[2]
Mestiere
Maga
Sesso
Femmina
Razza
Quarterone
Nazionalità
Flag Aedirn.png
Affiliazione
Confraternita dei Maghi
Loggia delle Maghe
Luogo
Vengerberg, Rinde, località varie
Aspetto fisico
Occhi
Violetti
Capelli
Nero corvino
Famiglia
Genitori
Padre senza nome (l'ha rinnegata)
Madre senza nome
Compagno/a
Geralt di Rivia (vero amore)
Istredd (ex-amante)
Crach an Craite (ex-amante)
Figli/e
Ciri (figlia adottiva)
Compare in
Interpreti
Voce originale
Denise Gough (The Witcher 3)
Attore
Anya Chalotra (The Witcher)
Grażyna Wolszczak (The Hexer)

Yennefer di Vengerberg (nata a Belleteyn nell'anno 1173[2]) è una maga che proviene dalla capitale di Aedirn, Vengerberg. È il membro più giovane della Loggia delle Maghe e il grande amore di Geralt di Rivia. Per Ciri è una figura materna, oltre che una guida e un mentore.

La "Signora di Vengerberg" era famosa per la sua bellezza. Durante gli eventi nel libro La Torre della Rondine si dice che abbia 94 anni. Yennefer veste sempre di nero e bianco, ha occhi viola e capelli corvini e ricci e porta al collo un gioiello di ossidiana a forma di stella, legato con un nastro di velluto nero. Ovunque vada porta sempre con sé profumo di lillà e uva spina. Yennefer ha un quarto di sangue elfico nella sua genealogia, che fa di lei una quarterone.

La maga ha un carattere decisamente volubile, capriccioso e testardo. Il rapporto che ha con Geralt di Rivia infatti è terribilmente burrascoso, fatto di liti spesso furenti e di lunghi periodi di lontananza tra i due. Infine la coppia si sposa in una cerimonia altrettanto vivace, secondo gli eventi descritti nel racconto Qualcosa finisce, qualcosa comincia.

Durante la Battaglia di colle Sodden, Yennefer fu accecata da Fringilla Vigo, una maga nilfgaardiana. La sua vista però fu ripristinata grazie alla magia.

Come molte altre maghe, anche Yennefer è sterile, e questa condizione le pesa al punto da cercare ogni volta un modo diverso per cambiare la sua condizione. Nel racconto L'ultimo desiderio, Yennefer cerca di intrappolare un pericoloso genio, per poter usufruire dei desideri; nel racconto Il limite del possibile, Yennefer partecipa alla caccia al drago per impadronirsi delle parti della bestia, sperando di creare un incantesimo che la guarisca dall'infertilità. In La voce della ragione, racconto di cornice della raccolta Il Guardiano degli Innocenti, Geralt consegna alla sacerdotessa Nenneke un sacchetto con delle gemme preziose, che ha ricevuto come pagamento da re Foltest, dopo aver spezzato l'incantesimo della strige di cui era vittima la figlioletta. Geralt dice a Nenneke che Yennefer non l'accetterebbe mai dalle sue mani perché è troppo orgogliosa, ma le cure e le ricerche per risolvere il problema della sterilità, che le sta tanto a cuore, sono molto costose. Successivamente, quando Yennefer incontra la piccola Ciri, si prende cura di lei con grande dedizione ed affetto materno, diventando di fatto la madre amorevole che la bambina non ha avuto.

Come la maggior parte dei suoi colleghi maghi, Yennefer non era bella per natura. Nel racconto "L'ultimo desiderio", Geralt scopre che Yennefer ha cambiato il suo aspetto grazie alla magia, ma che inizialmente doveva essere una sfortunata come tante altre:

Tutti i gusti sono gusti, ma in effetti erano in pochi a definire “belle” le maghe. Provenivano tutte da ambienti sociali in cui l'unico destino delle figlie femmine era il matrimonio. A chi sarebbe venuto in mente di condannare una fanciulla ad anni di faticoso studio e alla tortura di mutamenti somatici, quand'era possibile darla in sposa e imparentarsi vantaggiosamente? Chi si sarebbe augurato di avere in casa una maga? [...] Perciò diventavano maghe soltanto le figlie che non avevano possibilità di trovare marito. Al contrario delle sacerdotesse e delle druide, che accettavano di malavoglia fanciulle brutte o storpie, i maghi accoglievano tra loro chiunque lasciasse trapelare una predisposizione. Se poi la ragazzina superava la selezione dei primi anni di apprendistato, interveniva la magia, raddrizzando e livellando gambe, aggiustando ossa cresciute male, accomodando labbra leporine. Rimuovendo cicatrici, voglie e tracce di vaiolo, la giovane maga diventava “attraente”, perché così richiedeva il prestigio della sua professione. Il risultato erano donne pseudobelle con occhi cattivi e gelidi da donne brutte.


E Geralt all'improvviso seppe la verità. Seppe chi era stata un tempo. Cosa ricordava, cosa non poteva dimenticare, con cosa viveva. Chi era in realtà prima di diventare una maga.

Perché a guardarlo erano gli occhi freddi, penetranti, cattivi e saggi di una gobba.


Attenzione: Spoiler!: Dettagli significativi della trama a seguire.

Yennefer fu anche la consigliera di Re Demawend di Aedirn e amica di Triss Merigold. Alla fine della saga Witcher, darà quasi la sua vita tentando di salvare quella del suo grande amore, Geralt, nel libro La Signora del Lago.

Dettagli significativi della trama finiscono qui.

L'incontro con Geralt di Rivia

Il brano che segue, tratto da "L'ultimo desiderio", il primo racconto in cui compare Yennefer, descrive l'incontro tra Geralt di Rivia e la maga:

Per un attimo lo strigo ebbe voglia di versargli addosso il succo, ma ci ripensò. Uscì dalla cucina con la brocca. Il corridoio terminava con una pesante porta intarsiata. Entrò con cautela, socchiudendo l'uscio quel tanto che bastava a intrufolarsi dentro. La stanza era in penombra, perciò allargò le pupille. E arricciò il naso.

Nell'aria aleggiava un pesante odore di vino inacidito, candele e frutta troppo matura. E di qualcos'altro che ricordava una mescolanza di profumo di lillà e uva spina.

Si guardò intorno. Il tavolo in mezzo alla stanza era un campo di battaglia di brocche, caraffe, coppe, piatti e fruttiere d'argento, vassoi e posate dai manici d'avorio. La tovaglia spiegazzata era zuppa di vino, piena di macchie e rigida per la cera che colava dai candelabri. Le bucce d'arancia spiccavano come fiori tra noccioli di susine e di pesche, piccioli di pera e grappoli d'uva privati degli acini. Una coppa era rovesciata e rotta. Da un'altra, sana e piena per metà, sporgeva un osso di tacchino, e lì accanto c'era una scarpina nera col tacco alto. Era fatta di pelle di basilisco. Non esisteva materiale più caro che potesse essere utilizzato nel mestiere di calzolaio. L'altra scarpina era sotto una sedia, su un vestito nero con balze bianche e dall'orlo dipinto con un motivo a fiori, gettato via con noncuranza.

Geralt rimase per un istante indeciso, combattendo con una sensazione d'imbarazzo, con la voglia di girare i tacchi e uscire. Ma ciò avrebbe significato che il cerbero nell'atrio le aveva prese invano. Lo strigo non amava fare qualcosa futilmente. In un angolo della stanza scorse una scala a chiocciola. Sui gradini trovò quattro rose bianche appassite e un tovagliolo macchiato di vino e di rossetto vermiglio. Il profumo di lillà e di uva spina si fece più intenso. La scala conduceva a una stanza da letto il cui pavimento era ricoperto di una grande pelle folta su cui giacevano una camicia bianca con polsini di pizzo e una quindicina di rose bianche.[...]

Geralt tossicchiò forte, guardando il profluvio di riccioli neri che sporgeva da sotto una coperta damascata, che si mosse e gemette. Geralt tossicchiò ancora più forte.

«Beau? Hai portato il succo?» chiese in maniera indistinta il profluvio di riccioli neri.

«Sì.»

Da sotto i riccioli neri apparve un pallido viso triangolare, occhi violetti e labbra sottili leggermente incurvate.

«Oooh... Oooh... Sto morendo dalla voglia...» Le labbra si curvarono ancora di più.

«Prego.»

La donna si mise a sedere emergendo dalle lenzuola. Aveva belle spalle e un collo ben fatto, intorno al quale spiccava un nastro di velluto nero con un gioiello a stella sfavillante di brillanti. Non indossava altro.

— pp. 301-302, "L'ultimo desiderio", incluso ne Il Guardiano degli Innocenti


Geralt e Yennefer si incontrarono a Rinde, dopo che Ranuncolo era caduto vittima dell'incantesimo di un genio che aveva liberato da un vaso. Geralt chiede l'aiuto della maga per liberare dall'incantesimo il suo amico, ma lei si approfitta della situazione per costringere prima lo strigo ad assecondare i suoi desideri, e poi per intrappolare il genio. Tuttavia Geralt riesce ad impedire a Yennefer di venire uccisa dalla potente creatura, che non riesce a controllare ed infine lo strigo esprime un ultimo desiderio che legherà i loro destini.

Geralt si sentì sfiorare il viso dai suoi capelli profumati di lillà e uva spina, e all'improvviso seppe che non avrebbe mai dimenticato quel profumo, quel dolce tocco, seppe che non avrebbe più potuto paragonarli con un altro profumo e un altro tocco. Yennefer lo baciò, e Geralt capì che non avrebbe più desiderato labbra diverse dalle sue, morbide e umide, dolci di rossetto. All'improvviso seppe che da quel momento sarebbe esistita solo lei... il suo collo, le sue braccia e i suoi seni liberi sotto il vestito nero, la sua pelle delicata, fresca, incomparabile con qualsiasi altra toccata fino ad allora. Guardò da vicino gli occhi violetti, gli occhi più belli del mondo, occhi che, come temeva, sarebbero divenuti per lui...


Yennefer compare per la prima volta nel racconto L'ultimo desiderio, della raccolta Il Guardiano degli Innocenti e diventa da subito uno dei personaggi principali della saga Witcher. Il rapporto difficile e burrascoso che ha con lo strigo Geralt viene bene descritto sia nel racconto Il limite del possibile, che in Una scheggia di ghiaccio, in La Spada del Destino.

Nel film e nella serie TV The Hexer

Yennefer nel film The Hexer

In The Hexer (film e serie tv) Yennefer è interpretata da Grażyna Wolszczak.

Nel videogioco The Witcher

Nel videogioco si fanno numerosi riferimenti a Yennefer nei dialoghi, tuttavia questo personaggio non compare mai.

  • Nella locanda delle campagne di Vizima, Geralt parla con un bardo che gli racconta di Dandelion e della sua ballata il Lupo Bianco, nella quale "Geralt si sposò con una maga e vissero da qualche parte su isole felici".
  • All'inizio del Capitolo III, Triss racconta a Geralt che "l'ultima volta che [Triss] mi sono sentita in questo modo, tu [Geralt] e una maga giocavate con un genio", riferendosi agli eventi narrati ne "L'ultimo desiderio".
  • Nel Capitolo IV, l'oste della locanda di Acque Oscure parla a Geralt di Ciri. Dice che una maga che Geralt amava tentò di rianimarlo ma morì durante il procedimento.
  • Se Geralt sceglie Triss come madre adottiva per Alvin nel Capitolo III e risponde a Re Foltest, quando gli viene domandato della sua relazione, che è innamorato di Triss, la missione "Identità" si aggiorna in questo modo: "La mia amnesia mi impedisce di ricordare il nostro rapporto nel passato, ma ho l'impressione di aver amato una maga una volta, intensamente...", riferendosi appunto a Yennefer.

In The Witcher 2: Assassins of Kings

Yennefer e Geralt in The Witcher 2

In The Witcher 2, Yennefer viene solamente menzionata sia nel Dal diario, che nelle sequenze animate di flashback di Geralt.

Attenzione: Spoiler!: Dettagli significativi della trama a seguire.

Nel corso della missione Ricordi dimenticati, Geralt ha la possibilità di recuperare la memoria perduta in The Witcher ed infine ricorda la propria morte e quella della sua amata, nel pogrom di Rivia e che cosa lo ha riportato indietro dall'Isola di Avallach dove è stato trasportato (forse da Ciri) dopo la morte.

Secondo i fatti narrati nei flashback, Geralt e Yennefer riposavano nell'Isola di Avallach finalmente uniti, fino a quando il Re della Caccia Selvaggia e i suoi cavalieri sono giunti da un'altra dimensioni e hanno rapito la maga. Geralt ha allora intrapreso un lungo viaggio sulle tracce del Re della Caccia Selvaggia, tornando nel mondo degli umani e vagando senza memoria per molti mesi. Qui ha combattuto mostri e creature di vario genere ed infine ha incontrato Letho di Guleta e i suoi compagni. Approfittando della sua mancanza di memoria, Letho e Geralt hanno combattuto fianco a fianco per un certo periodo, sulle tracce di Yennefer.

Alla fine del videogioco, nell'Epilogo, quando Geralt incontra infine Letho nel Campo temeriano a Loc Muinne, Letho gli rivela che Yennefer è ancora viva e si trova alla corte dell'Imperatore di Nilfgaard e che tramite la maga lo stesso Imperatore è venuto a conoscenza dell'esistenza della Loggia delle Maghe, la cui ambizione e bramosia di potere ha sfruttato per gettare il caos tra i Regni Settentrionali e mettere così in atto il proprio piano. Dopo quest'ultimo incontro tra i due witcher, Geralt, Triss e l'alleato scelto nel corso del videogioco (Iorveth o Vernon Roche), si incamminano lungo la strada che si suppone li porterà a Nilfgaard, all'incontro con Yennefer.

Dettagli significativi della trama finiscono qui.

In The Witcher 3: Wild Hunt

La prima apparizione di Yennefer in The Witcher 3: Wild Hunt è nella cinematica iniziale, The Trail, dove la si vede fuggire da una battaglia tra le forze nilfgaardiane e quelle temeriane. Avendo recuperato la propria memoria, ha accettato di collaborare con l'Imperatore Emhyr var Emreis per cercare Ciri. Geralt e Yennefer si riuniscono finalmente dopo due anni al termine del prologo.

Il modello del suo volto è basato sul viso di Klaudia Wróbel, una modella polacca.[3]

Cinematica iniziale

Dal diario

Yennefer nel diario di The Witcher 3
Il witcher incontrò per la prima volta la maga dai capelli neri corvino ben vent'anni prima. La loro amicizia e i loro sentimenti nacquero durante un'avventura comune che comprendeva un genio e un desiderio concesso a Geralt che intersecò inestricabilmente i loro destini. Tuttavia, da allora la loro relazione era stata piuttosto burrascosa e piena di alti e bassi, crisi e separazioni. L'amore tra Geralt e Yennefer è la prova inconfutabile della tesi secondo cui gli opposti si attraggono.
Alcuni anni prima, dopo una lunga separazione ricca di avventure per entrambi, Geralt e Yennefer erano tornati insieme. Questo momento di pace era stato interrotto dalla Caccia Selvaggia, che aveva preso prigioniera Yennefer. Il witcher era subito partito per salvarla, ma nel farlo aveva perso la memoria. Quando, alla fine, aveva recuperato i ricordi, era subito tornato a cercare la sua amata maga.
Le circostanze dell'incontro tra Geralt e Yennefer dopo due anni di separazione furono piuttosto diverse da come il witcher le immaginava: non solo la maga era sana e salva, ma si era anche assicurata l'aiuto di un alleato inaspettato e potente... l'Impero di Nilfgaard.
La relazione tra Geralt e Triss durante l'assenza di Yennefer gettò indubbiamente un'ombra sul loro incontro. Se il witcher voleva riconquistare il suo vecchio amore, la perdita della memoria non sarebbe bastata come scusa... scusa che, per quanto valida, non serviva certo a riparare il danno.
Se Geralt fa la romance con Yennefer a Skellige:
Per tutto il tempo trascorso a Skellige, tra Geralt e Yennefer gravò un'atmosfera di ostilità repressa. Più di una volta, la maga espresse aspramente il suo malcontento, senza risparmiare battute pungenti... proprio come negli anni migliori della loro relazione. Tuttavia, alla fine la pazienza del witcher fu ricompensata, e la loro spedizione in cerca della Maschera dell'Uroboro riportò insieme i due ex amanti. L'abisso che si era aperto durante il periodo della loro separazione sembrava essersi ristretto notevolmente.
Per ottenere le informazioni necessarie, Yennefer non esitò a ricorrere alla negromanzia, distruggendo così il giardino della dea Freya. Se l'orgogliosa maga provò del rimorso, come al solito non lo diede a vedere.
Se Geralt aiuta Yennefer durante "L'ultimo desiderio"
L'idea di dare la caccia a un altro genio non trovò Geralt particolarmente entusiasta, ma Yennefer aveva una ragione valida per volerlo. Se fosse riuscita a costringere il genio ad annullare il desiderio che la legava al witcher, avrebbe potuto finalmente scoprire se i loro sentimenti erano dovuti a vero amore o a semplice magia.
Se Geralt confessa a Yennefer il suo amore durante "L'ultimo desiderio"
Il genio obbedì alla richiesta di Yennefer e spezzò il filo del destino che la legava a Geralt. Fortunatamente, il loro amore continuò anche senza questo aiuto soprannaturale.
Se Geralt conclude la storia d'amore con Yennefer durante "L'ultimo desiderio"
Il genio obbedì alla richiesta di Yennefer, e la speciale magia che legava Geralt e Yennefer scomparve per sempre, lasciando soltanto rimpianto, vuoto e una sensazione di perdita. Purtroppo, il detto "fai attenzione a ciò che desideri" si rivelò ancora una volta veritiero.
Sebbene il carattere difficile della maga avesse turbato tutti gli abitanti di Kaer Morhen, alla fine fu proprio la sua testarda determinazione a portare alla trasformazione di Uma e all'annullamento della maledizione di Avallac'h.
Yennefer aveva sempre pensato che alcuni fini giustificano persino i mezzi più sgradevoli. Quando fu evidente che per salvare Ciri occorreva l'aiuto di Philippa Eilhart e delle altre maghe della Loggia, lasciò da parte ogni animosità e convinse Emhyr a concedere loro l'amnistia.
Se Geralt confessa il proprio amore sia a Triss che a Yennefer
Non c'è bisogno di essere particolarmente abili nel leggere l'animo umano per capire che giocare con i sentimenti di Yennefer avrebbe portato a un giusto castigo. Allo stesso modo, Geralt avrebbe dovuto immaginare che cercare di tenere il piede in due staffe, con lei e Triss, sarebbe finita male. Considerato il temperamento esplosivo della maga dai capelli neri, la punizione umiliante che gli riservò fu insolitamente clemente.

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Fonti